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map23-24 aprile 2016
ore 20,15 e ore 22,00

La storia

Engyon o Herbita? Qual è l’origine di Gangi? Né gli storici né gli archeologi hanno risolto ancora la questione, ma tutti sono d’accordo nell’affermare che quella di Gangi è una storia antica e affonda le radici ( greche? ) in un lontano passato ( XII sec. A. C.? ). L’assonanza del nome “Gangi” richiama alla mente la Engium dei Latini. Viene ricordata, in particolare, da Cicerone ( I sec. A.C. ) nelle sue "Verrine", quando da un lato scaglia i suoi strali contro il governatore della Sicilia Verre, resosi  protagonista di grandi ruberie in ogni dove, compreso il tempio delle Dee Madri che arricchiva Engium e al quale avevano fatto donazioni personaggi come Scipione l’Africano; dall’altro esalta gli antichi abitanti di Engium/Gangi, chiamandoli “Engini fortes honestique viri”.  Ne parla anche Plutarco ( I sec. D.C. ) nelle sue “Vite parallele”, ricordando antichi racconti legati addirittura alla figura leggendaria di Ulisse.

Gangi, così, attraversa i secoli e durante il dominio normanno fa parte della contea di Geraci, che, dalla metà del XIII secolo e fino al 1625, apparterrà ai Ventimiglia.  Alla dominazione di questa famiglia risale la costruzione del Castello, in cima al monte Marone, e la realizzazione della Torre quadrata, oggi torre campanaria della Madrice, nota come Torre dei Ventimiglia.

Il Cinquecento e il Seicento sono periodi di grande evoluzione sia sul piano sociale sia culturale ( è il periodo nel quale sorge il Santuario dello Spirito Santo,  dipinge lo “Zoppo di Gangi” e si registra la nascita della prima Accademia, quella “dei Curiosi” ). Nel 1625 Gangi passa dalla signoria dei Ventimiglia a quella dei Graffeo, e, quindi, nel 1677 ai Valguarnera.

Il Settecento, caratterizzato dalla presenza di numerose Accademie di letterati ( il più noto di questi il medico, sacerdote e poeta Giuseppe Fedele Vitale, autore del poema epico della “Sicilia Liberata”), tra le quali “L'Accademia degli Industriosi”( 1758 ), e di numerosi altri  artisti come il Quattrocchi,“Gangitanus sculptor”, costituisce uno dei momenti culturalmente più importanti della storia del paese. Nello stesso secolo si costruiscono alcuni Palazzi nobiliari e tra questi Palazzo Bongiorno ( arricchito dagli affreschi  di Pietro Martorana e del romano Gaspar Fumagalli ), al quale si aggiungeranno in seguito ( 1800 ) il palazzo Sgadari e il palazzo Mocciaro. In questo periodo Gangi conterà una popolazione di circa 10.000 abitanti.

Il resto è storia moderna: l’Unità d’Italia, il lento decadere dell’aristocrazia e dei loro feudi, il Fascismo, il Prefetto Mori, l'assedio di Gangi dell'1 Gennaio 1926, l’arrivo degli Americani, la prima edizione della “Sagra della Spiga” ( 1963 ), la cittadinanza al maestro Gianbecchina ( 1989 ), la nascita del Museo Civico ( 1995 ), la grande mostra sullo “Zoppo di Gangi” ( 1997 ), la costituzione dell’ Istituzione “Gianbecchina” e della relativa Pinacoteca ( 2001 ),  ecc..
Dal 13 Luglio 2011, Gangi fa parte del club dei “Borghi più belli d'Italia”. Nel 2012 da parte del Consiglio dei Ministri, dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport e dall'Anci,  ha ricevuto il titolo di Comune “Gioiello d’ITALIA”. Oggi, Gangi fa parte con Geraci dell’”Unione dei Comuni dei Ventimiglia”, e insieme agli altri paesi madoniti  ha costituito la “Città Rete Madonita”, cercando di guardare al futuro con più fiducia e speranza.


Sito istituzionale del Comune di Gangi

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. (Gv 12, 20

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BIGLIETTERIA DIFFUSA> Rivenditori autorizzati (vedi elenco)
GANGI> Ufficio Turistico Piazzetta Zoppo di Gangi
Da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00 (chiuso il lunedì). Il 23 e 24 aprile dalle ore 9.30 alle 12.30.
GANGI> S.Maria (nei pressi del bevaio) il 23 e 24 aprile dalle ore 16.30.
 

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