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map23-24 aprile 2016
ore 20,15 e ore 22,00

'A Casazza

La “Casazza” non appartiene, nonostante la ricchezza culturale, alla tradizione gangitana, ma è entrata ugualmente nella memoria collettiva da quando, nel lontano 1956, essa fu rappresentata da una “compagnia” venuta da fuori che i racconti dei testimoni dicono provenire da Bompietro. Sempre i racconti parlano, commossi, di un grande spettacolo, realizzato su palco, lì, proprio davanti al nostro Calvario. Non ci si ricorda del nome della compagnia, ma quell’evento, in ogni caso, è rimasto impresso in maniera indelebile nelle menti di molti ed è stato tramandato come una preziosa eredità. Esso ha accompagnato i non più giovani per decenni nella speranza che potesse essere riproposto e rinnovasse in loro quei momenti di stupore e commozione. Per rivederlo sarebbero dovuti passare ben più di cinquanta anni. Nel 2009, infatti, sono stati i ragazzi della Scuola Media a cimentarsi, con curiosità e coraggio, nella rappresentazione di un testo della “Casazza”. Anche quello è stato un grande spettacolo, fatto con pochi mezzi, ma non per questo meno ricco, meno sorprendente, e capace di reggere il confronto sia con la memoria dei non più giovani sia con l’aspettativa dei più giovani.

La “Casazza” è una rappresentazione sacra. I suoi contenuti vanno dal Vecchio al Nuovo testamento e, in particolare, agli eventi che caratterizzano la Settimana Santa e perciò la passione e morte di Gesù Cristo.

Il nome sembra nascere nel lontano ‘200 in Liguria. In quel tempo, dopo la lunga crisi dell’Alto Medioevo, ritornava a vivere ovunque la cultura e ritornavano a nascere anche alcune forme teatrali. Quest’ultime, a piene mani, attingevano i propri contenuti dalle sacre scritture e il racconto della passione e morte di Gesù di Nazareth diventò, pertanto, uno dei soggetti più rappresentati. “Casaccia”, così si chiamava il luogo dove, come si tramanda, si riunivano le confraternite dei “Penitenti” e dei “Flagellanti” che erano soliti dare vita a queste sacre rappresentazioni. Il termine dal luogo si trasferì alla rappresentazione, e, quando il termine dai genovesi fu esportato in Sicilia ( XVI sec. ), esso diventò “Casazza”.

Perché la “Casazza”? Le risposte che ne possono giustificare la realizzazione sono tante, ma quelle che seguono crediamo siano quelle per le quali, più di ogni altra, valga la pena di utilizzare il proprio tempo libero in questa impresa e poter dire, dopo, “Io c’ero”.

Una prima risposta trova la propria forza proprio nel racconto dei nostri padri che della “Casazza”, di cui sono stati testimoni, hanno fatto un mito e come tale ci è stata trasmessa. Per noi raccogliere questo “testimone” diventa una scommessa culturale stimolante, significa dare concretezza a un desiderio mai spento.

Una seconda risposta  trova la propria ragione nella forte rinascita culturale che sta vivendo il nostro paese negli ultimi tempi, che ha indotto tanti a cimentarsi in vari campi  e altri a dare vita a diverse manifestazioni che trovano significato e valore nella nostra tradizione, nella nostra storia, nel nostro ambiente.

Una terza risposta trova il proprio fattore stimolante nel “Calvario” stesso, che, da oltre 150 anni, sembra aspettare questo momento. Esso, in verità, è stato da sempre il cuore dei riti della Settimana Santa e, ora, farlo diventare anche il “protagonista di pietra” di questa manifestazione per noi significa non solo contribuire a valorizzare uno degli angoli più spettacolari del nostro paese, ma dare voce inoltre a ciò che i nostri nonni con fede, abilità e amore hanno scolpito nella pietra.

A cura del “Coordinamento della Casazza 2016”

N. B. - Si ringraziano tutti coloro che a vario titolo contribuiranno alla riuscita della manifestazione.

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. (Gv 12, 20

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L'accesso alla manifestazione avviene a gruppi. (Spettacoli ore 20,15-22,00).
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GANGI> Ufficio Turistico Piazzetta Zoppo di Gangi
Da martedì a domenica dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.00 (chiuso il lunedì). Il 23 e 24 aprile dalle ore 9.30 alle 12.30.
GANGI> S.Maria (nei pressi del bevaio) il 23 e 24 aprile dalle ore 16.30.
 

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